Canon ha tolto il sipario sul terzo “atto” della 5D e finalmente, tra le altre cose, è arrivato un autofocus degno di questo nome e preso in prestito direttamente dalla EOS 1DX. Tanto per cominciare...
di Gabriele Zanon
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In occasione del 25° anno del sistema reflex EOS, Canon presenta l’erede della rivoluzionaria 5D Mark II, migliorandone praticamente ogni aspetto. La caratteristica più interessante è sicuramente il sistema di messa a fuoco ereditato dall’ammiraglia della casa, ma sono stati migliorati anche altri aspetti quali la velocità della raffica, il controllo manuale del video, il sensore d’immagine ed il mirino, ora “intelligente” e con copertura del 100%. Ma andiamo a vedere più da vicino quali sono le caratteristiche di questa reflex, che prende l'ideale testimone direttamente dalla 5D Mark II.
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In una parola: velocità
La Canon EOS 5D Mark III si differenzia dal modello precedente soprattutto in questa caratteristica: l’adozione dello stesso sistema di autofocus presente nella 1Dx, che conta 61 punti di messa a fuoco di cui 41 a croce e 5 a doppia croce, rappresenta la sublimazione dei desideri del fotoamatore evoluto e del professionista che ha bisogno di un secondo corpo performante. Un’ulteriore conferma della qualità dell’autofocus è rappresentata dalla possibilità di effettuare una regolazione estremamente precisa in base alla scena ed al soggetto che si andrà a fotografare, con sei modelli preimpostati che possono ulteriormente essere affinati tramite i menù di personalizzazione. In aggiunta, c’è anche l’elaborazione del sistema AI SERVO III, che determina sia la velocità che la direzione del soggetto, adattandone allo stesso tempo esposizione e contrasto. Oltre a queste soluzioni, è stata aumentata la raffica da 3,9 fps a 6 fps, per un massimo di 18 RAW e 16.270 JPEG, rendendola quindi appetibile a chi si occupa di sport e caccia fotografica, oltre ai consueti campi in cui la 5D da sempre eccelle quali reportage, studio e paesaggi.
Manco a dirlo queste prestazioni sono permesse dal processore d’immagine, il DIGIC 5+, lo stesso che permette alla nuova reflex di raggiungere sensibilità elevatissime: si parla infatti di un guadagno nativo di ben 2 stop, che fa arrivare la 5D Mark III al valore ISO di 25.600, espandibile fino a 51.200 con la modalità H1 e 102.400 con la modalità H2.
Inoltre, il nuovo processore permette di elaborare le immagini direttamente in-camera con diverse modalità. Per esempio è presente la modalità HDR in 5 soluzioni, che vanno dal risultato più naturale a quello più artistico, è anche possibile sommare fino a 9 fotografie con il metodo della media o della somma.
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