L'esito di tre giorni di prova della nuova EOS 600D, erede della 550D, reflex rispetto alla quale offre una serie di miglioramenti che la rendono molto di più che una semplice DSLR entry-level. Scopriamone pregi e difetti
di Atomo Biraghi
Per prima cosa va detto che la nuova reflex, come di consueto non sostituisce direttamente la 550D ma la affianca per un periodo di tempo non precisato ma che presumibilmente durerà fintanto che gli ultimi pezzi disponibili avranno lasciato magazzini e scaffali dei negozi. Ciò nonostante, è scritto a chiare lettere che la 600D raccoglierà il testimone proprio dalla 550D che, da quando Canon ha lanciato la “sottoclasse” inaugurata con la 1000D, rappresenta l'entry level per così dire evoluto della famiglia di reflex EOS. Si tratta di una categoria di macchine che risponde a una filosofia ben precisa e che in pratica prevede l'uso di buona parte delle tecnologie adottate sulle reflex prosumer, all'interno però di un corpo macchina di stampo decisamente consumer. Se ciò era vero solo in parte per la 550D che per esempio era stata volutamente limitata quanto a funzioni video, nella 600D in effetti ritroviamo molte delle funzioni che hanno caratterizzato macchine di fascia superiore come la 60D o la 7D. Questa scelta rende la 600D una entry level capace di garantire una qualità dell'immagine di livello superiore a quanto sarebbe logico attendersi da una reflex di questa fascia di prezzo. Siccome la qualità dell'immagine, per quanto importante è solo uno dei parametri di valutazione di una fotocamera digitale, naturalmente usando la 600D si scopre presto come per certi tipi di utilizzo, modelli di fascia superiori diventino prima o poi una necessità.

Solida e completa
Se è vero che, specie in campo consumer, le EOS non ci hanno certo abituato a grandi novità e innovazioni, è altrettanto innegabile come ogni nuova versione abbia alzato l'asticella della qualità, delle funzioni e dei contenuti tecnologici, permettendo alle reflex Canon una lenta e solida maturazione sotto ogni punto di vista. Non è un caso che questa stessa filosofia contraddistingua anche la 600D che, in punta di piedi e senza clamori estende di molto le potenzialità creative di che sceglie Canon come entry level fotografico. Le novità e i miglioramenti introdotti sono tanti e anche se qualcuno potrebbe obiettare che in nessun caso si tratta di innovazioni rivoluzionarie, allo stesso modo nessuno potrà negare che il risultato di questa somma di potenziamenti sia una macchina fotografica di qualità e capace di rispondere alla perfezione alle esigenze tipiche degli utenti cui si rivolge.

Il nuovo display orientabile, le migliorate funzioni video, i sistemi di editing in camera e le altre importanti novità in tema di supporto automatico allo scatto, sono tutti aspetti che si rivelano determinanti nell'ampliare di molto il range creativo del fotografo, soprattutto di quello meno esperto. Un valido esempio in tal senso è costituito dalla presenza di un sistema integrato per il controllo remoto di più flash, preso in prestito dalla 7D, e che permette a chi desidera simulare condizioni di luce da studio, di riuscirci in modo semplice, spendendo poco e restando tra le pareti di casa. Lavora in questa direzione anche l'adozione di soluzioni come la funzione Basic+, ereditata a sua volta dalla 60D, che offre un approccio semplificato ai meno esperti permettendo loro di controllare per esempio la profondità di campo senza nemmeno sapere di che cosa si tratti o quali siano i fattori che la determinino. Un'altra novità simile è rappresentata dalla sostituzione della modalità completamente automatica (in precedenza rappresentata sulla ghiera sotto forma di quadratino verde) con la funzione Scene Intelligent Auto (contraddistinta dalla sigla A+) che opera analizzando l'inquadratura per regolare esposizione e parametri di elaborazione dell'immagine in modo ottimale. Da segnalare anche la presenza di una vera e propria guida o aiuto in linea che in pratica permette di ottenere una breve spiegazione di tutte le funzioni previste dalla 600D: uno modo semplice per rendere l'utente più consapevole e accrescerne indirettamente le competenze fotografiche.

Archivio Tecnica
Trigmaster Plus II, luce sotto controllo
EOS M, la piccola grande Canon
Supergrandangolo per la serie X
Fuji X-E1, ritorno al passato
Exposure 4, il genio della pellicola
Speciale Photokina
In viaggio con la X-Pro 1
EOS M, la Canon che mancava
Canon 650D, la video-reflex per tutti
Panasonic Lumix GF5: mirrorless per tutti
Canon 5D Mark III, ecco i primi video
Canon 5D Mark III, prime foto ufficiali
Fotografare l'arte
Canon 5D Mark III, la super EOS
Canon G1X, prova in anteprima
Fuji X-S1, la prova video
D800, istruzioni per l'uso
Olympus OM-D, primi scatti
Yasuhiro Ishimoto
Canon G1X, i file ufficiali
23.05.13 - Una Nikon per l'estate
22.05.13 - Flickr, atto secondo
20.05.13 - Think Tank Photo oversize
16.05.13 - Manhattan da vertigini con la GoPro
16.05.13 - Ansel Adams e il gruppo f/64
14.05.13 - TIPA 2013: cinquina di premi per Canon
14.05.13 - Fowa e Vivitar, un nuovo sodalizio
08.05.13 – Ottiche Zeiss in arrivo per la serie X di Fuji
08.05.13 – Photoshop, le novità in arrivo
07.05.13 – Arriva il nuovo Photoshop “online”
Superbike show
Sodò
American history
SWPA 2013, i vincitori
Progetto Jazz
Pig Iron
Carnevale all'arancia
Spring Cup 2013
Una vita oltre il Mediterraneo
Cavalcata sarda