Jan Dago è nato e cresciuto in Danimarca, ed è stato questo ambiente che ne ha stimolato fin dall’infanzia l’interesse e la passione per le arti visive. Jan ha iniziato producendo brevi video per poi migrare, affascinato dal potere delle immagine fisse, verso il fotogiornalismo, specializzandosi in lavori che esplorano la “dimensione umana” collocata come parte del flusso della storia e degli eventi.
Dal 1980 la passione per la fotografia diventa centrale nella sua vita, ma per mantenersi è costretto a fare lavori estemporanei dal commesso presso negozi di fotografia alle pulizie notturne.
Nel gennaio 1990 inizia una collaborazione stabile che durerà cinque anni per un giornale locale come fotoreporter, ma gli sta stretta, così nel 1994 diventa freelance. Questa scelta risulta vincente in quanto gli concede il tempo di concentrarsi e lavorare in modo continuativo sui reportage che sta progettando.
Sono progetti fotografici complessi e che richiedono spesso diversi anni di lavoro, affiancati da altri più brevi che durano solo poche settimane o a volte solo qualche giorno. Jan ha lavorato a Cuba, Danimarca, Egitto, Indonesia, Liberia, Macedonia, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Romania, Ruanda, Sierra Leone, Svezia, Tailandia, Turchia, Zaire e Zimbabwe.
Jan nel corso della sua carriera è stato tre volte premiato nell’ambito del World Press Photo e il suo lavoro è stato pubblicato in molte riviste internazionali.
Oggi collabora stabilmente con il "Morgenavisen Jyllands-Posten", il principale giornale della Danimarca, un lavoro che comporta incarichi sia in Danimarca che all'estero.
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