Luciano del Castillo

Giornalista professionista, nasce a Palermo nel 1960, una città cieca, dove “nessuno vedeva niente”. E mentre nel nord industriale scoppiava il “boom” economico, nella sua città cominciava una feroce guerra tra le cosche per la spartizione degli appalti e dei businnes illegali che portarono fiumi di denaro e centinaia di morti per le strade.
Allora ha capito che bisognava tenere gli “occhi bene aperti” e per farlo meglio si comprò una scalcinata fotocamera. E’ proprio a Palermo, che tra regolamenti di conti e degrado sociale, inizia il lavoro di fotoreporter con il giornale
L’Ora, alla fine degli anni settanta.
Negli anni ’80 si trasferisce ad Amburgo per conto di un’agenzia fotografica tedesca e da li racconta l’Europa dell’Est, la vita con il comunismo. Un mondo così diverso, dall’altra parte del muro. Tra spinte e repressioni i primi movimenti che porteranno successivamente alla caduta dei regimi dittatoriali.
Rientrato in Italia negli anni ’90, segue le vicende di Tangentopoli e lo sgretolamento delle potenze della cortina di ferro. La barbarie della guerra nel mattatoio dei Balcani che come tutte le guerre, mortifica l’essere umano e lo riduce bestia mostrando la peggiore parte di un popolo di seguito ha lavorato prevalentemente in aree di guerra ed ha seguito le principali catastrofi del pianeta.
Ha pubblicato sui principali magazine e giornali internazionali dai quali viene sovente inviato a “coprire” storie.
"I protagonisti delle mie foto non hanno gli sguardi profondi degli attori americani o la bellezza delle modelle sui calendari; sbucano con sguardi incerti dalle zattere che li hanno portati nel Primo Mondo, hanno i vestiti strappati di chi corre per salvarsi la vita, ma conservano tutta la bellezza che gli esseri umani sanno esprimere nella loro esistenza.
Ed io sono con loro, sempre in prima fila, guardiano dei sogni di chi non ha più occasioni per sognare".Lavora per l’agenzia giornalistica ANSA.
www.delcastillo.it
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