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Cockfighting in Indonesia

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Il combattimento tra galli è uno "sport" di origine asiatica, risalente a qualche centinaio di anni prima dell’avvento di Cristo, che si tiene tra due galli in una sorta di ring chiamato "gallodromo"

di Roberto Trombetta
 
I galli usati fanno parte di particolari specie molto aggressive, e vengono allevati fino ai 2 anni incrementando questa aggressività anche con l’uso di sostanze dopanti. Nella maggior parte degli stati del mondo è uno sport illegale, ma in alcuni luoghi è mantenuto sostenendo motivazioni culturali e religiose.
Il combattimento dei galli in origine, precedeva le numerose cerimonie sacre indonesiane. Il sacrificio del gallo morto e lo spargimento del suo sangue sul terreno, aveva la funzione di placare gli spiriti del male, che così non avrebbero più disturbato lo svolgersi della cerimonia. I sacerdoti poi, in base al colore del gallo che vinceva, potevano predire il futuro ai propri fedeli. Attualmente questi combattimenti si svolgono in luoghi non troppo lontani da centri turistici, e altri giochi d’azzardo fanno da contorno. Alle donne è proibito partecipare agli incontri o anche guardare, possono solo stare all’esterno come venditrici di cibo o bevande.
 
Cockfighting
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Il "gallodromo" è una sorta di baraccone posticcio costituito da pali e grossi bambù che sostengono un tetto di lamiera. Anche le tribune sono un insieme di assi e pezzi di legno che incredibilmente reggono decine di persone che si accalcano e si arrampicano ovunque pur di vedere e soprattutto scommettere. In giorni ed orari prestabiliti il pubblico affluisce lento e alcuni portano con se il gallo da far combattere. Prima del combattimento, ai galli vengono applicate delle lame, ad una o ad entrambe le zampe a seconda se vengono valutati come i favoriti dell’incontro o meno. Successivamente, tra le grida degli scommettitori che agitano banconote, i galli vengono portati in mostra perchè ognuno possa visionare il proprio favorito e negoziare quindi sulla cifra da puntare e sulla somma della possibile vincita, con i numerosi broker presenti.
 
Finito il giro di scommesse, i galli vengono prima aizzati l’uno contro l’altro, poi distanziati e liberati. Il combattimento può durare pochi secondi se la lama recide il collo dell’altro o qualche minuto. Nel caso in cui i galli feriti si evitassero, vengono presi e chiusi assieme sotto un grande cesto traforato in vimini, in modo che le ostilità riprendano. Il tutto si chiude quasi sempre con la morte di uno dei due contendenti, che viene prontamente portato fuori dal gallodromo dove li aspetta un macellaio improvvisato. Un gallo costa dai 500.000 ai 5 milioni di rupie, in un paese dove lo stipendio medio mensile si aggira attorno al milione (circa 100 euro) e solitamente tutti i partecipanti ne possiedono uno o più di uno. Il governo indonesiano, pressato dalle forti proteste delle mogli di scommettitori che sono arrivati a vendere anche i figli per pagare i debiti, nel 1981 ha dichiarato questi combattimenti illegali.




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