Le immagini del concerto nel piazzale antistante la stazione centrale, in sostegno del candidato sindaco al comune di Milano Giuliano Pisapia. Milano Libera tutti
di Filippo Podestà
«L'Italia aspetta un grande segno. Convertite gli assenteisti. L'Italia è una Repubblica democratica e, ve lo deve dire un prete, laica, antifascista».
Don Andrea Gallo
Milano si addormenta con una strana visione, erano anni che non si vedeva una mobilitazione di questo tipo in chiave elettorale nel feudo azzurro lombardo. Oltre ventimila persone, in gran parte giovani, saltavano, ballavano e sbeffeggiavano il candidato sindaco Letizia Moratti nella piazza antistante la Stazione Centrale.
Raduno elettorale, chiamata alle armi promossa dal comitato per Giuliano Pisapia, il cosidetto candidato “povero”, la sua campagna costa solo 1 milione contro i venti e oltre messi in campo da Letizia, ma contro ogni previsione ancora in gioco per il ballottaggio e li può succedere di tutto. Sul palco, uno spezzone dei Subsonica, gli Afterhours e i Casinò Royale, Roi Paci e molti altri e chiusura con dj set, una festa di piazza.
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Come puntualmente accade don Andrea Gallo, classe 1928, ha infiammato la piazza «L'Italia è in tempesta e da vecchio marinaio - ha detto ancora don Gallo - vi porto una bussola: la Costituzione. L'Italia è una repubblica laica e antifascista e aspetta di essere liberata. Milano è stata capitale della rivoluzione tra la prima e la seconda repubblica, e ora arriverà anche la terza». Ragazzi agitatevi - ha concluso il fondatore della Comunità di San Benedetto, citando Gramsci - abbiamo bisogno del vostro entusiasmo».
«Qui siamo alla stazione, da Milano parte il treno dei diritti - ha aggiunto chiamando Pisapia sul palco -. Giuliano ti faccio macchinista. Chi vuole salire?» ha chiesto don Gallo tra gli applausi e le grida.
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Una partita aperta insomma, che potrebbe provocare smottamenti a livello nazionale e aprire nuovi scenari nella ingessata politica di questi ultimi anni.
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