Le immagini della performance musicale di Paolo Schianchi. Un concerto sui generis in cui il musicista diviene parte di Octopus, il sistema elettroacustico da lui stesso ideato
testo di Stefania Saccani
fotografie di Alessandro Catellani
“Se sono seduto in una stanza senza elettricità, senza strumenti né oggetti da usare, ma insieme a della gente che vuole musica, è possibile che in quella stanza la musica si faccia. Partendo da nulla costruire ogni cosa – pura follia? E se in questa stanza le note turbinassero nascoste e silenziose, come moscerini o libellule, come granelli di polvere incastrati nella trama sbadata delle nostre parole ecco non dovrei fare altro che acchiapparle… sarebbe solo questione di colpire le note esattamente al momento giusto.”
Musica e chitarra, il binomio inscindibile che da sempre guida la vita del chitarrista-compositore Paolo Schianchi, ha preso le forme di uno spettacolo teatrale in cui il musicista è l'intermediario, il medium spirituale, tra il demone della musica e il pubblico, l'unico reale protagonista dello spettacolo.
Metamorfosi Strumentali è un viaggio “senza meta precisa, senza pretese o fini particolari. Se non il viaggio stesso”. Il viaggio è un lento lasciarsi andare nella musica, abbandonare i pensieri, le attese e ripartire dalla purezza del suono: svegliarsi.
“Noi tutti dormiamo. Eppure siamo sicurissimi di essere svegli. La maggior parte degli uomini dice di avere una meta e impegna ogni energia, si consuma, nella dannata convinzione di andare da qualche parte. L’accorgersi che non è vero è il primo segnale di risveglio.”
Metamorfosi Strumentali inizia con queste parole, nel buio. Continua con il suono di strumenti antichi come il liuto, di luoghi evocativi come la Turchia, di storie di passione e dolore come quelle del blues. Paolo Schianchi, unico, carismatico, musicista in scena che appare e scompare lungo le tappe del viaggio, è colui che dà voce e suono ai pensieri e alle emozioni, che il suo viso tradisce mentre le dita si muovono incessantemente sulle corde e compiono armoniche acrobazie lungo i manici delle sue sette diverse chitarre.“Qui. Ora” è l'ultima tappa del viaggio, in cui Paolo Schianchi diventa parte di Octopus, il sistema elettroacustico di sua creazione che gli consente di suonare due chitarre contemporaneamente e generare dal vivo un ambiente sonoro che smuove le ultime corde delle emozioni e riporta i protagonisti del viaggio al centro della musica.
Le foto di Alessandro Catellani sono state scattate al Piccolo Teatro In Piazza di Sant'Ilario d'Enza il 15 e 16 aprile 2011.
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