Tokyo è un'enorme cellula urbana di cui è molto difficile stabilire i confini. Con l'hinterland raccoglie circa trenta milioni di abitanti, la cui metà risiede nell'omonima città. Uno sgurado innamorato sul Giappone prima che il terremoto ne rubasse l'anima
di Davide Bongianni
Intrecci di strade strettissime e viali larghi come fiumi, parchi grandi come foreste, imponenti grattacieli, ovunque persone indaffarate o addormentate, odori noti che si mescolano a quelli sconosciuti ed inebrianti colori sembrano non avere fine in un susseguirsi di quartieri tutti con un'identità architettonica e sociale, così diversi fra loro da insinuare nel visitatore l'idea di essere catapultato ogni volta in una diversa città.
Le piccole locande nascoste sotto ai binari della ferrovia dove ci si ritrova dopo il lavoro ed i grandi ristoranti di lusso dove bisogna prenotare almeno un giorno prima, il caos rigoroso della metropolitana al mattino attraverso cui transitano milioni di persone ogni giorno, chi per prendere un treno, chi per fare shopping in uno degli enormi centri commerciali all'interno delle stazioni e l'immensa pace di cui si può godere approfittando di una delle rare panchine del parco.
Uno yaki-tori gustato per strada, dove si esibisce un gruppo jazz che sembra conoscano tutti. I quartieri dell'elettronica, quelli della moda, quelli più umili e quelli più famosi dove non manca la trasgressione, dai rent-boys di Shinjuku ai negozi di biancheria intima femminile usata (e non lavata) di Shibuya. L'ossessiva operosità mista al disordine ed ai colori del mercato del pesce di Tsukiji, al confine con gli immensi grattacieli delle più importanti emittenti televisive di Shiodome.
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Con uno dei frequenti e puntualissimi shinkansen si percorrono 400Km in poco più di 100 minuti per arrivare a Nagoya, capitale industriale del paese. Facile perdersi nella stazione ferroviaria, la più grande del Giappone. Questa frenetica metropoli, patria fra le altre di Toyota e Mitsubishi, riserva piacevolissime sorprese del palato: qui l'anguilla è un must irrinunciabile così come l'ospitalità domestica, avendone la grande fortuna. Kyoto, storica e bellissima capitale dell'Impero, colpisce per la capacità tutta sua di unire modernità e tradizione senza squilibrio.
Dal 17° piano del suo meraviglioso hub ferroviario si gode di una vista unica sulla città, priva di grattacieli. Qui spiccano le colline e le valli, che attraversate dai fiumi e ricoperte di boschi che celano templi e foreste di bambù rendono Kyoto un luogo romanticissimo e ricco di pace. Risorto con umiltà e coraggio dopo la guerra, il Giappone merita di essere visitato con gentilezza e rispetto estremi, certi che ovunque andremo saremo trattati allo stesso modo. Che sia in un albergo a 5 stelle, in una bettola sotterranea o a bordo di un treno: il vero pericolo, per noi, è farci l'abitudine.
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