Il MAXXI è il primo museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea nel campo delle arti e dellʼarchitettura. Il museo sorge allʼinterno del quartiere Flaminio, nellʼarea dellʼex caserma Montello, in uno spazio di 27mila mq circa. Stupisce la completa integrazione con lo spazio circostante
di Massimo Valicchia
A tutti gli effetti il giardino esterno e i grandi spazi espositivi interni fanno diventare il museo un luogo di incontro e di cultura, un luogo da vivere tutti i giorni. Ad oggi, fanno parte della collezione del MAXXI Arte oltre 350 opere, tra cui quelle di Boetti, Clemente, Kapoor, Kentridge, Merz, Penone, Pintaldi, Richter, Warhol e molti altri di altrettanto rilievo. Il MAXXI Architettura, con oltre 75mila documenti, comprende gli archivi dei disegni di Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pierluigi Nervi ed altri, oltre ai progetti di autori contemporanei come Toyo Ito, Italo Rota e Giancarlo De Carlo, e alle collezioni di fotografia di autori tra cui Basilico, Barbieri, Jodice, Guidi. Oltre ai due musei, nei suoi circa 27mila mq il MAXXI ospita un auditorium, una biblioteca e una mediateca specializzate, il bookshop, una caffetteria e un bar/ristorante, gallerie per esposizioni temporanee, performances, progetti formativi.
Ufficialmente il museo inizierà la sua attività nella primavera del 2010.
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Lʼopera nasce dalla fantasia dellʼarchitetto Zaha Hadid. Lʼedificio è fortemente connotato da cemento, acciaio, vetro, linee parallele e spazi curvi. Linee che si inseguono con armonia e, anche grazie alla luce naturale che filtra dalla grandi pareti di vetro, offrono punti di vista sempre nuovi. Le sale espositive sono neutre pronte ad ospitare le installazioni. La copertura del museo è gestita da un complesso sistema di illuminazione: attraverso il movimento della lame orientabili e delle tende oscuranti è possibile controllare la quantità e la qualità della luce naturale.
Una curiosità: il visitatore si troverà di fronte a delle pareti di cemento che convergono in spigoli vivi. Spigoli che sono lasciati allo stato grezzo, senza protezione. Questa è una scelta dellʼarchitetto. La materia si compromette con il tempo e con lʼuso. Vedere queste parti rovinate farà parte integrante della bellezza del museo e del suo essere vissuto. La prima impressione incontrando il MAXXI è assolutamente positiva. La ricerca stilistica non cozza con lo spazio circostante ma lo integra e lo rivaluta. Insomma, il progetto dellʼarchitetto iracheno non è fine a se stesso ma completamente immerso nel tessuto urbano preesistente. Uno spazio che mancava ad una capitale europea come Roma. Arriva ora e si candida ad essere uno dei musei esteticamente più riusciti.
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