“Gli specchi giocano con le differenze e ci aiutano a misurarle con maggior precisione” C. Hoda
di Elisabetta Zavoli
A dieci anni dalla fine della “guerra civile” (“gli anni bui” come viene chiamato il decennio di terrorismo degli anni ’90), la società femminile algerina sta cominciando a riappropriarsi degli spazi e delle forme di convivenza civile, a cui aveva dovuto rinunciare: teatri, università, attività commerciali e artistiche, stampa, sport.
Tra questi, la moda e la cura della bellezza (“shebba” in dialetto algerino significa “bella”) sono tra le più importanti risposte all’annientamento della donna come essere umano e a tutte le sue forme di espressione, perpetrato dalle correnti d’integralismo religioso. A metà del primo decennio del 2000, nasce così ad Algeri, la rivista femminile “DZeriet”, che in dialetto locale significa “algerina”.
E’ l’unico mensile femminile ideato e prodotto in Algeria: dalla casa editrice, ai giornalisti, fino alle modelle. Le tematiche affrontate riguardano tutti gli aspetti della vita: la salute, l’istruzione, la sessualità, la moda, la società, in modo diretto e senza censure. Ma “DZeriet” non è solo rivista, è anche agenzia di modelle, o meglio, l’unica agenzia di modelle presente in tutto il Paese. Ed è anche l’unica realtà che organizza sfilate di moda in occasione di manifestazioni benefiche e culturali.
Il 4 giugno 2010 è stata organizzata presso l’Hotel Sheraton di Algeri una sfilata di “haute couture” per una raccolta fondi di beneficienza. Le due stiliste partecipanti hanno proposto modelli che, partendo dalla tradizione locale (algerina, kabila, taghit) e maghrebina (caftani marocchini), vengono rivisitati e arricchiti fino a diventare abiti da sera o da cerimonia. Questo processo di “rielaborazione” sottolinea la crescente interazione tra culture orientali e occidentali: oggi le donne musulmane possono scegliere modelli che uniscono i valori, la tradizione e i loro gusti, senza rinunciare a nessuno dei tre aspetti.
Non a caso gli eventi di moda legati alla cultura islamica stanno conoscendo sempre più una vasta diffusione nel mondo: da quando è nato nel 2006, l’”Islamic Fashion Festival” ha già toccato metropoli come Jakarta, New York, Dubai, Toronto, Abu Dhabi fino a raggiungere quest’anno l’Europa con Montecarlo, nell’agosto 2010. Si stima che l’”Islamic Fashion” movimenti, attualmente, un mercato di 96 bilioni di dollari all’anno, con segnali di forte aumento: la popolazione musulmana nel mondo comprende infatti uno dei mercati di consumo a più rapida crescita.
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