Candidata per l'Esposizione Universale 2012 col tema: "Strade del mondo, incontri di culture. Per un mondo piu' unito", Tangeri ha visto sfumare un appuntamento che avrebbe portato per la prima volta Expo nel continente africano nonché in un paese arabo e musulmano.
di Lorenza Larsen
Situata in posizione strategica sullo Stretto di Gibilterra a cavallo tra due continenti: Europa e Africa, Tangeri è la più europea delle città del Marocco. Dal 1905 al 1956 ebbe sovranità internazionale, e soprattutto agli inizi del XX secolo esercitò una fortissima attrazione tra scrittori e artisti sia europei che statunitensi che, affascinati dalla sua atmosfera libertina e avventuriera fecero di quella Tangeri esotica e viziosa il loro rifugio.
Con il ritorno alla sovranità del Marocco, Tangeri rimase decentrata e distante dalle attenzioni del governo centrale, fino all'avvento di Mohammed VI attuale Re del Marocco salito al trono il 30 luglio 1999, che ha deciso di puntare sullo sviluppo turistico della parte nord del paese con la costruzione di nuove infrastrutture e includendola costantemente nelle visite ufficiali.
La Tangeri dei nostri giorni, ha ereditato solo parte di quel fascinoso imprint del passato ma difficilmente delude anche il più superficiale dei visitatori. La vita scorre intensa dall'alto della kasbah (dall'arabo: rocca), tra il groviglio di strade della medina (la parte antica e fortificata delle città del maghreb), i suk (mercati), fino alla Ville Nouvelle fulcro della città moderna che mostra con fierezza due dei suoi simboli storici tuttora frequentatissimi: il Gran Café de Paris inaugurato nel 1920 e la Profumeria Madini presente da ben 14 generazioni.

Chi non ha un'attività commerciale nei suk trova la sua vetrina virtuale nella piazza centrale: Grand Socco, proponendosi con servizi di manodopera per abitazioni. Dall'altra parte, nella baia di Tangeri, qualcuno guarda verso lo Stretto, sognando come partire o semplicamente immaginando cosa c'é dall'altra sponda.
«Ho ventiquattro anni, sono laureato, non ho un lavoro, non ho soldi, non ho una macchina, sono un caso umano, sì, sono anch'io alla deriva, pronto a tutto pur di andarmene, pur di vedere questo Paese solo in cartolina»
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