A novembre come una nota canzone italiana il clima è davvero confortevole, ammirare Central park ricoperta di tappeti di foglie giallo oro, rendono tale città ancora più regale, in netto contrasto con i grattacieli circostanti, tale da sembrare un’oasi nel deserto.
di Daniele Florio
Varcare le scale rosse di Time square, ricorda molto piazza di Spagna a Roma, stesso clima di stupore, ideale per godere soprattutto di notte delle insegne luminose, tale da rendere apparente il buio come l’aurora ai poli.
Poco più avanti s’incrocia per caso un gruppo di artisti per strada che ballano hip-hop, per finire lo spettacolo con un sosia di Michael Jackson, simile nel corpo e nello stile, un regalo ai fans, una reincarnazione del Re del pop che resterà nel cuore di tutte le nazioni del mondo, dopo decenni di buona musica e talento espresso da incredibili passi.
A supporto di questa stima, si compra una delle tante magliette, per conservare nella memoria una parte di quel genio che ci ha lasciato troppo presto, imitando i suoi passi al Greenhouse: ad ogni sua canzone si leva un coro, sollevando lo sguardo al cielo.
Conserva il fascino di una città sempre viva, favorito anche dai comodi mezzi di trasporto, aperti 24 ore al giorno. Dopo aver ballato “black” per tutta la notte al Moomia sulle note di Alicia Keys, ti senti parte di questo accogliente popolo. Circondato da un magnetismo che rende tutti fratelli, differenti solo per colore ma non per anima, scambiando saluti e sguardi d’intesa, mescolando corpi eccitati da vibrazioni sonore.

Si cerca ristoro presso uno Starbucks alle 6 del mattino, dopo l’estasi di uno spirito di fratellanza non affatto comune, per ricominciare a corteggiare questa seducente metropoli. Rilassare finalmente le esauste gambe e riscoprire il clima familiare di un luogo d’incontri, gustando un muffin tra gente d’affari che discute grafici del mercato azionario, incuriosito dallo sguardo perplesso di un giornalista al tavolo accanto meditare su un articolo da pubblicare, coperto da schiamazzi di giovani studenti in vacanza. Quest’atmosfera entra nel cuore tanto da provarne nostalgia dopo mesi e chilometri di distanza.
Vi lascio una sintesi di un surreale viaggio verso una realtà percepita fino ad oggi solo attraverso lo schermo televisivo, dove non sei un’etichetta, un riflesso di un popolo, ma un individuo che può dare del suo ad una città affamata d’identità, unica nel suo genere.
Scalare il Top of Rock,
applaudire i passi del King of Pop,
ballare black,
mangiare MC,
piangere al WTC,
ridere a Time Square,
rappare al Moomia,
navigare al Moma,
fotografare Central park,
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a cura della Redazione
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