La stagione di caccia che sta per chiudersi, è stata la peggiore stagione degli ultimi anni, ma non per il numero di cinghiali catturati, è stata la peggiore per l’alto numero di cacciatori deceduti in incidenti durante le battute.
di Antonello Pirodda
Alcuni sostengono che la Caccia è cambiata, che non è più come una volta. Domenica 24 gennaio, ore 6.30 del mattino, il cielo fuori dalla finestra promette sole, controllo la mia Leica e la borsa, esco per il ritrovo con la squadra di Caccia. Arrivo puntuale, saluto tutti e prendiamo un caffè, niente alcool, ci sono alcuni ragazzi di 12 o 13 anni, il gruppo è eterogeneo.
Tutti parlano e raccontano, le differenze d’età non sembrano un problema. Breve riunione del Capo Battuta e si parte. Arriviamo alla zona dove si svolgerà la battuta, sono circa le 8 di mattina. Si scaricano i cani, sono loro le vere star della battuta, sono coccolati e amati in maniera incredibile, sono eterogenei anche loro, di razza, bastardini, grandi, piccoli, bianchi, neri, Piccuccheddu, Laica, Criminali, Pariseddu, Birba e altri.
I Cacciatori si inoltrano nella selva per occupare i posti assegnati dal Capo Battuta, scarichi i fucili, si accendono i fuochi dei battitori, il fumo inizia a levarsi nell’aria, si vedono i fuochi, iniziano le voci, il latrare dei cani, le urla selvagge dei battitori rompono la quiete della natura, e il volo degli uccelli terrorizzati è il segnale che si parte.

Il cinghiale si sente braccato, come impazzito corre in cerca di una via di fuga...secondi minuti ore.….gli spari, sono passate 8 ore, infine l'ordine del capo caccia...e la natura si rilassa e si riacquieta ... ridiventa silenziosa e cama... le urla ridiventano voci e solo i cani pieni ancora di adrenalina non sembrano accorgersi che la battuta è terminata!
Piano piano i cacciatori abbandonano le poste,chi è stato abile e fortunato porta con se un cinghiale,chi per sfortuna non ha catturato nulla richiama a se il proprio cane e torna al posto di ritrovo convenuto,si fa la conta delle prede abbattute e si va verso la casa che è sede della Squadra, si macellano le prede e vengono preparate le “parti”, ognuno ha la sua…anche io che ho solo fatto da spettatore… si prepara il mangiare e si inizia la festa, fatta di battute,risate, considerazioni e naturalmente un buon bicchiere di vino.
I più giovani ascoltano i racconti e partecipano alle discussioni come veri “ometti”. Rientro alla 11 a casa, ascolto la radio e oggi in Sardegna tutto è andato bene.
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