Sachsenhausen è il nome di un campo di concentramento nazista, istituito nel 1936 nella località di Oranienburg, a 35 chilometri a nord di Berlino. Era già attivo dal 22 marzo 1933 come campo di lavoro per prigionieri politici.
di Alessia Cerqua
Fu uno dei più grandi campi di concentramento in Germania, dove circa 100.000 prigionieri morirono per fucilazione, di stenti, di fame, di dissenteria e di polmonite, oltre che di esperimenti medici. Molti furono anche eliminati con i gas.
I prigionieri erano impiegati in officine e imprese di proprietà delle stesse SS, che si trovavano nel cortile industriale accanto al lager, in cui c'erano una sartoria e officine di falegnameria, lavorazione dei metalli e materiale elettrico. A partire dal 1942, furono istituiti più di 100 lager esterni e squadre militari esterne facenti capo al campo di concentramento di Sachsenhausen e i prigionieri furono anche utilizzati nelle vicine aziende per la produzione degli armamenti (a partire dal 1942) o presso industrie di Berlino: Demag-Panzer, Henschel, IG Farben, Aeg, Dest, DAW, Siemens, Heinkel e Daimler-Benz, che utilizzarono la manodopera fornita dal lager.

A Sachsenhausen fu anche realizzata la più importante opera di contraffazione della storia, l'Operazione Bernhard: i nazisti raggrupparono diversi falsificatori per la produzione, in serie, di banconote false, circa 132 milioni di sterline e 20.000 dollari.
Il campo fu liberato il 22 aprile del 1945 dall'Armata Rossa, che vi trovò 3.000 persone ormai in fin di vita, dato che la maggior parte degli internati erano stati trasferiti dalle SS con le famigerate marce della morte. Al termine della guerra, il campo fu destinato ad accogliere circa 60.000 prigionieri di guerra tedeschi, di cui 12.000 vi morirono per malnutrizione, malattie, esaurimento fisico e psichico prima che il campo venisse definitivamente chiuso nel 1950.
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