Per la prima volta allo stadio Meazza di Milano viene stabilito un record assoluto di presenza per assistere all’incontro di Rugby della Nazionale Italiana contro i Neozelandesi All Blacks.
di Manuela Cigliutti
San Siro ha battuto le 80.018 presenze mentre in TV ben 2.000.000 di spettatori hanno seguito la palla ovale e la tipica danza maori “Haka” dei Neozelandesi. Per 80 minuti lo stadio è tornato ad essere quello per cui è nato in origine: un posto accogliente per bambini, famiglie, e supporter senza l’abitudine dell’insulto.
Il clima di festa e di alto spirito sportivo si nota semplicemente osservando i visi dei giocatori e dei tifosi malgrado la sconfitta: la Nazionale Italiana ha perso 20 a 6, ma gli azzurri hanno onorato al meglio la competizione riuscendo a rimanere in pari per quasi tutto il tempo.
L’energia della difesa azzurra è stata costante e ha saputo limitare i danni dell'onda nera degli All Blacks; “maul” e “ruck” sono state dominate da Castrogiovanni, miglior giocatore del match, che festeggia nel terzo tempo con orecchie di peluche che poco si addicono ad un colosso come lui ma che ben traducono lo spirito sportivo del rugby.
Lo sport è scandito dai tempi, nel caso del Rugby, i tempi sono 3: il pre-partita con clima goliardico e vivace fuori dallo stadio, il tempo della competizione e del tifo durante la partita e il terzo tempo: momento tanto atteso dai giocatori e dai supporter perché è una delle tradizioni più significative del rugby.
Il Terzo Tempo ha inizio con il fischio dell’arbitro che conclude la partita, da questo momento in poi le due squadre mettono da parte la rivalità e concludono il loro incontro al ristorante, nei pub o nel caso di Milano, nei locali notturni. E’ il momento che meglio racconta lo spirito del Rugby perché azzera le distanze che si creano tra i giocatori delle squadre avversarie e tra i supporter ed i loro beneamati, così grandi da essere ben identificabili nella folla mondana ma non più irraggiungibili.
La mischia nel terzo tempo è fatta da abbracci, autografi e birra ma la Milano del calcio è abituata ad accogliere i calciatori nei locali più alla moda e con i privè inaccessibili: non ha tenuto conto che il popolo del Rugby preferisce festeggiare il terzo tempo insieme - giocatori e supporter - e che allo champagne e fragole preferisce la birra e una pacca sulla spalla, presto i privè milanesi hanno subito una mischia da professionisti che ha portato i due schieramenti azzurro e nero a festeggiare insieme in barba ai due privè lontani tra loro.
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