Lungo le rive del Bagmati, uno dei fiumi più inquinati della capitale del Nepal, nel quartiere di Kalimati, vivono in condizioni di estrema povertà migliaia di immigrati indiani. La maggior parte degli uomini di questa comunità lavora vendendo frutta per la strada, mentre i bambini dagli 8 anni in su raccolgono la spazzatura di notte, nel quartiere turistico di Thamel
di Nicoletta Valdisteno
Kathmandu, Nepal, Guadagnano pochissime rupie a fronte di un lavoro massacrante e assolutamente inadatto alla loro età e alle loro energie. Quasi nessuno di loro va a scuola e il livello di analfabetismo è molto alto.
La situazione generale dell’infanzia in Nepal è drammatica. I 10 anni di guerra civile contro i ribelli maoisti hanno lasciato orfani migliaia di bambini, che diventano spesso facili vittime degli sfruttatori o merce di scambio.
Le politiche per l’infanzia sono pressoché inesistenti, e il livello di scolarità è molto basso. E’ molto comune vedere per le strade bambini di 4-5 anni costretti a lavorare duramente o a chiedere l’elemosina. Rispondendo alla richiesta di aiuto di Sushil Chhetri, un ex ragazzo di strada nepalese oggi diciannovenne, che per primo ha avvicinato alcuni di questi bambini, nei primi mesi del 2009 la ONG irlandese Nagarhope è intervenuta.
Un piccolo gruppo di volontari guidato da Doc Clandillon ha incontrato le famiglie, discusso con loro la situazione dei bambini, individuato una scuola disposta ad accoglierli, comprato le uniformi, le scarpe e i libri. E’ stata anche organizzata un'aula speciale dove i piccoli possono lavarsi e cambiarsi di abito la mattina prima di andare a scuola e di nuovo il pomeriggio e dove, nel corso del giorno, i ragazzi più grandi e le madri possono seguire lezioni per una prima alfabetizzazione e corsi di igiene personale.

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