La Critical Mass è un raduno spontaneo di ciclisti senza struttura organizzativa. Lo scopo è quello di invadere allegramente per alcune ore le strade cittadine, solitamente ostaggio di mezzi a motore e smog
di Lucio Carbonelli
L'idea della Critical Mass nasce nel 1992 a San Francisco e negli anni si è diffusa in tantissimi paesi, anche in Italia. Questo è il racconto fotografico di quella che si è svolta a Napoli nel dicembre scorso. Il testo è preso da un volantino che veniva distribuito prima della partenza:
“Le città devono tornare a essere pensate e concepite a favore dell'essere umano. Scegliere di decrescere, nell'accezione più positiva di questo termine, di limitare al massimo i consumi inutili e nocivi, di riprendersi gli spazi comuni, facendo tornare l'individuo e non l'automobile il protagonista della vita cittadina.
Chi ha già avuto la possibilità di partecipare a Critical Mass è stato trasportato in un'altra dimensione, ha avuto l'opportunità di cambiare una serie di comportamenti stereotipati e indotti spesso in maniera occulta che fino a quel momento erano sembrati l'unica via percorribile.
All'interno della Massa Critica ci si accorge di un silenzio improvviso e irreale, assuefatti come siamo al costante inquinamento acustico prodotto dai motori. Grazie alla bicicletta, questa quiete si genera spontaneamente anche lungo un percorso cittadino solitamente invaso da lamiere, e spesso lascia attoniti, la gente si affaccia alle finestre per vedere cosa è successo.
Ci si rende conto provandolo nella collettività, che gli spostamenti quotidiani possono essere effettuati in bicicletta, limitando così il più possibile il consumo scellerato di petrolio.
La massa aiuta. Il pedalare insieme, con questa protezione dal traffico aggressivo esercitata dal gruppo di biciclette, dà poi il coraggio e il desiderio di provare a utilizzare la bici, non più solo per lo sport o per svago, ma anche per i tragitti urbani.
Durante Critical Mass si cercano di rendere manifeste le ragioni e i diritti dei ciclisti con cartelli, bandiere e con l'aiuto di volantini che molti attivisti producono con testi sempre differenti.
Il danno subito dalla circolazione a motore per questo “traffico di biciclette” è quantificabile in pochi minuti di attesa, magari anche divertita dal passaggio di bici colorate e allestite per l'occasione. Nulla di paragonabile alle centinaia di ore stressanti spese ogni anno in fila tra un semaforo e l'altro.
Alla partenza della “coincidenza spontanea” di ciclisti e cicliste non ci sono mai leader né, soprattutto, una direzione prestabilita. Chi è in testa alla massa inventerà liberamente il percorso in maniera estemporanea.
Chiunque è la massa e può condurre la Critical Mass”.
IL CAMBIAMENTO E’ POSSIBILE MA COMINCIA DA TE!
Oh Santa Graziella protettrice di noi ciclisti della città, dacci oggi la strada vuota, proteggici dalle portiere aperte senza guardare, dallo smog quotidiano, dai motorini e dai sampietrini.
Dona a noi piste ciclabili, rotaie antiscivolo e ruote invincibili. Salvaci dai pirati della strada e dai cocci delle bottiglie, illuminaci di notte per farci vedere dall'automobilista del sabato sera, Santa Graziella che ci liberi dalle code dei semafori, dallo stress del traffico e dalle guerre per il petrolio.
Ricorda a tutti che le città sono da vivere.
Apri la strada alla Massa Critica tra l'oceano delle macchine, donaci un altro miracolo come la caduta di Bush dalla bici.
Per tutte le pedalate delle pedalate, Pedala!
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