Essere una donna e fotografare nelle zone di conflitto come Iraq, Somalia, Kenya, ex Yugoslavia, Messico, Albania e India, cosa comporta? Quali sono i vantaggi e quali le difficoltà?
Per me comporta solo vantaggi (ride).

Questa è una bella notizia, finalmente...
Io dico che le difficoltà sono le stesse: bisogna sapersi muovere, avere un’attrezzatura adeguata al posto in cui ti trovi. Però ho notato che da donna, in un mondo maschile, tante volte si è avvantaggiate. Perché noi siamo viste come meno aggressive, quindi riusciamo ad entrare in situazioni in cui un collega maschio fa più fatica ad entrare. Il contatto con il mondo femminile inoltre è molto più diretto. Ad ogni modo, questi posti sono pieni di fotoreporter donne. Poche italiane.
Svantaggi davvero pochi. Forse solo pratici, perché essendo più fragili degli uomini la nostra borsa è più leggera, ci portiamo dietro meno attrezzatura.
Questo comunque sul piano professionale, perché se parliamo di scelte di vita… è un altro discorso, molto più complesso e lungo.
Ho letto qualcosa che hai scritto e mi sono imbattuta nella “fotografia in 10 parole”. Una delle parole che più mi ha colpito, forse perché ci sono un po’ affezionata, è “curiosità”. Tu dici “Se non fossi curiosa non potrei nemmeno fotografare…”
La curiosità è quella che ti porta a fare questo lavoro. Se non sei curiosa è impossibile, secondo me, avere un’attenzione per quello che hai intorno e di conseguenza fotografarlo. La curiosità che ti muove, che ti dice vai a vedere cosa succede. O quella che ti porta a fare attenzione anche in casa, anche al vicino di casa. Questa è la curiosità verso il mondo, verso la vita. E’ dire oggi c’è il sole, esco.

E quando scatti tante foto, non cala mai la curiosità. O resta sempre lì, sempre viva?
Qualche volta si perde. Ma infatti non si fotografa sempre, non sempre le cose vengono bene. Dipende molto da quello che trovi, magari trovi che non ci sia niente da fotografare o non riesci a fotografare semplicemente perché non cogli delle cose. Perché poi questo dipende molto anche dalla tua esperienza, dalla tua cultura, da quello che cerchi e da quello che hai in testa. E’ anche giusto che sia così.
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